GIOVEDI' 28 NOVEMBRE: A GENOVA DEBUTTA IL MOVIMENTO DELLE SARDINE

 

Sono le ore 18:00 quando la centralissima piazza genovese intitolata al duca Raffaele De Ferrari si riempie di un considerevole numero di giovani, e non solo, per quello che è il primo incontro del neonato “movimento delle sardine”.

 

Questo, come è ormai ampiamente noto, è un gruppo apartitico – fa uso del dogma dell’assenza, all’interno delle sue manifestazioni, di simboli politici di ogni tipo – che si batte contro «razzismo, intolleranza e sovranismo».

 

Come si legge nell’appello apparso nei giorni scorsi su una nota rete sociale, l’obiettivo della manifestazione è quello di contarsi e «dire che siamo contro l’odio e le divisioni, che non si costruisce il consenso sulla paura e sulla manipolazione».

 

A rispondere alla chiamata sono davvero in tantissimi, in numero tale da riempire la porzione dell’area libera dai cantieri: ovviamente ognuno con il suo bagaglio politico, seppure nascosto dietro ad una marea di pesci di carta, unico simbolo ammesso.

 

Sono presenti militanti di un po’ tutte le organizzazioni della “sinistra” cittadina: tantissimi quelli di Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista, che ha la sede in via dei Giustiniani 66 rosso, a pochi metri da qui, ma naturalmente non sono i soli.

 

Si vedono quelli del periodico La Comune, che organizzano il banchetto di propaganda che ormai risulta consueto in questo genere di occasioni, nonché alcuni aderenti al Partito Comunista, presenti con una propria piattaforma sintetizzata in un volantino.

 

I contenuti sostenuti dagli organizzatori, invece, risultano essere piuttosto confusi: non solo manca una rivendicazione politica precisa, ma anche il repertorio musicale è alquanto ambiguo, passando da Bella Ciao a El Pueblo Unido per finire con l’inno di Mameli.

 

 

Bosio (Al), 29 novembre 2019

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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